Assunzione: lo spoiler più bello della Storia

3–4 minuti

Il Cielo è la nostra casa

Il cristianesimo ci offre questo “spoiler”: la morte non è la scena finale, ma il momento in cui il sipario si apre sul vero spettacolo.

Ci sono storie e poi c'è la Storia che non indica una fine ma una partenza.
Maria assunta in Cielo ci racconta qualcosa di noi, della direzione di questo pellegrinaggio sulla terra e nella sua Storia. L'Assunzione, ci mostra che la vita non è una corsa verso la fine, ma un viaggio verso casa. E la nostra casa è il Cielo.

In questo caso il finale non è una sorpresa: è una promessa.
Non ci crederete ma nei racconti fantasy e nelle fiabe possiamo proprio trovare l’essenza di questo messaggio che ci regala l’assunzione in cielo di Maria. La Madonna dormiente, non muore, ma appunto è assopita per poi essere portata in cielo dagli angeli.Nelle grandi fiabe questa simbologia è usata ad esempio per Biancaneve: nella bara di cristallo dorme, non è morta,è appunto dormiente; viene svegliata dall’amore del principe che la porta nel castello tra le nuvole ( Il Cielo) dove vivrà per sempre felice e contenta.

In Pinocchio il burattino non muore ma è dormiente per poi apparire come bambino vero, un corpo diverso che corrisponde al progetto che il “Padre” Geppetto aveva su di Lui, come quello che Dio Padre ha su di noi.

Nel Signore degli Anelli: quando Frodo, Bilbo e Gandalf lasciano la Terra di Mezzo salendo sulla nave che attraversa il mare, non vediamo la loro morte. Assistiamo invece a un passaggio, una traversata verso un “altrove” che sappiamo essere pieno di pace e bellezza. La nave bianca del Signore degli Anelli che scompare oltre l’orizzonte ci dice che la morte non è mai il punto. È il passaggio. È il viaggio verso casa. Lo spiega bene il discorso tra Gandalf e Pipin.

Pipino: «Non pensavo che sarebbe finita così.»
Gandalf: «Finita? No… il viaggio non finisce qui. La morte è solo un’altra via… Una che tutti dobbiamo percorrere. Il velo di pioggia grigia di questo mondo si apre, e tutto si trasforma in vetro d’argento… e poi lo vedi.»
Pipino: «Vedere cosa?»
Gandalf: «Bianche spiagge… e oltre, un paese verde lontano, sotto un’alba rapida.»
Pipino (sorridendo): «Be’, non è poi così male.»
Gandalf: «No… No, non lo è.»

La festa dell’Assunzione di Maria ci ricorda proprio questo: la nostra storia finisce in cielo, non con un epilogo di polvere e addii. E non è solo la nostra anima a viaggiare: la Chiesa ci dice che anche il corpo partecipa di questa gloria.

Siamo spesso abituati a un cristianesimo “spiritualizzato”, che sembra quasi dimenticare che abbiamo mani, occhi, pelle. Ma l’Assunzione è la celebrazione di una verità concreta: il corpo conta. La teologia del corpo ci insegna che ciò che Dio ha creato lo salva.
È la stessa logica di bellezza e pienezza che percorre le pagine della Bibbia: il profeta Elia, assunto in cielo nel suo corpo; i santi, il cui corpo resta incorrotto come segno; e soprattutto Gesù, Dio fatto carne, che ci apre la strada.

San Paolo lo dice senza mezzi termini: «Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo?» (1 Cor 6,19).
E allora il corpo diventa anche un modello di santità, un compagno di viaggio da custodire, non un peso da gettare.

L’Assunzione di Maria non è un mito, non un simbolo, ma un evento storico di fede.
Maria non “scompare” tra le nuvole: viene accolta con il suo corpo e la sua anima nella gloria di Dio. È il segno che la nostra umanità, fragile e concreta, ha un posto in Cielo.

E così il 15 agosto non celebriamo solo un privilegio di Maria, ma una promessa per noi: il Cielo è davvero la nostra casa.

L’Assunzione è il “finale” che ci spoilera la verità più grande: il cielo è la nostra casa e ci arriveremo interi (con la resurrezione finale) – anima e corpo – come Maria.

E Tu come tratti il tuo corpo? Lo curi e custodisci?


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