E Tu mordi la mela o schiacci il serpente?

Questa settimana sono “inciampata” nel web sopra diversi articoli sul femminile che confermano come gli schemi mentali abbiano costituito un effetto alone anche per professionisti animati dalle più buone intenzioni di promuovere la parità tra uomo e donna. Il primo di questi è stato un articolo apparso sul Secolo XIX che parlava della mancanza nella cultura scolastica di nomi importanti di donne del panorama letterario. Nella sostanza il lunghissimo articolo non ha fatto altro che mostrare una carrellata di schemi mentali. Poco più tardi inciampo su twitter sull’articolo del Illibraio sul femminismo. Mentre lo leggo l’autrice sembra aver trovato una via di uscita dalle trappole mentali chiedendosi cosa sia il femminismo, alla fine però ritorna nella gabbia di quei pensieri dominanti. Durante tutto l’articolo sembra come lottare con se stessa per uscire e trovare un pensiero libero, ma mentre aspetto di vederla vincere la battaglia rimango delusa sul finale. Sapete cosa vedo leggendoli, questi come altri? Vedo Donne che continuano a sentirsi in colpa di esserlo, che cercano giustificazioni, inneggiano alla parità imbrigliandosi nella matassa di una quieta commiserazione del proprio status. Cercano la soluzione proponendo il solito dilemma giochi per maschi e anche per femmine , il problema di matematica dice sempre che è la mamma a fare la spesa allora mandiamoci papà così risolviamo tutto e facciamo capire ai figli cosa vuol dire parità, ecc…Vorrei illuminarvi (lavorando nei nidi e scuole materne) che ormai da anni non esistono più le classi divise per sesso, maschi e femmine stanno insieme ed hanno a disposizione tutti i giochi che potrei definire unisex. Infatti è il bambino a scegliere il gioco e non l’adulto. I genitori di oggi sono figli dei rivoluzionari sessantottini, certo alcuni sono nipoti di tale generazione, quindi non andrei a “disturbarmi” a commentare oltre. Intendo che in caso il problema di oggi è ben altro che la designazione del giocattolo…Altro avviso sul fatto della popolarità. Vi annuncio che essere famosi non significa automaticamente portare un contributo all’umanità. Di Donne importanti la Storia è piena, ma non è questo il punto. La questione è porsi la domanda: l’aspirazione è il denaro, il potere, il dominio o il benessere dell’umanità? Perché qui si gioca la partita!Qui la Donna combatte con il serpente! Ribaltate la vostra mente, tutto quello che conoscete, siate Divergenti! Non più potere e fama a governare i valori, ma solidarietà e pace. Costruiamo le strade del rispetto su sentieri senza le armi della Rivalsa. Non ho mai sentito uomini lamentarsi perché nella Vecchia Storia erano mandati in guerra a combattere e morire appena adolescenti, mentre le donne stavano a casa, non ho mai sentito parlare della discriminazione dei maschi in questo senso. Cerchiamo di uscire da queste gabbie di auto colpevolizzazione femminile! Valorizziamo ciò che siamo state, che siamo e che saremo insieme al nostro compagno del cammino, l’uomo. Allora se in passato eravamo viste come donne Angelicate dai poeti, non protestiamo su una cosa talmente meravigliosa. Sapete cosa significa? Significa che l’uomo ci ha visto come gli esseri più vicini a Dio, tanto da poter risvegliare in loro quell’amore divino nascosto ( pensiamo a Dante e Beatrice). Se la donna è stata vista rilevante socialmente come madre, raccontiamolo!Vi rendete conto che l’umanità si è evoluta solo grazie al fatto che esistessero le mamme! Non è il nome su una lapide in un famoso cimitero, nemmeno la menzione di una poesia in un libro scolastico o il fatto che degli studenti debbano studiare a memoria la biografia di una scrittrice femminile a dare contributi significativi al mondo. La sola esistenza della donna è vitale per l’umanità. Avete capito adesso la grandezza? Oppure state ancora lottando dentro le gabbie dei poteri che vi vogliono vedere sconfitte? Schiacciate la testa al serpente o mordete la mela? Allora raccontiamola noi questa storia, ai nostri figli, ai nipoti, agli amici, a tutti: SIAMO LA PRIMA PAGINA DELLA VITA.

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