Lettera da Jane Austen alle Single

essere single

Scrivere alla Antenate

Oggi inauguriamo una nuova rubrica per parlare di femminile, concetto che ho espresso nella mia ricerca con la definizione di spirito femminile. Cerchiamo le caratteristiche dello spirito attraverso un dialogo immaginario con coloro che considero le nostre Antenate. Chi sono le nostre Antentate? Sono le donne del passato che hanno dimostrato di essere pienamente se stesse, hanno vissuto portando lo spirito femminile alla massima essenza senza farsi condizionare dagli inganni dei poteri dominanti. Ho immaginato di scrivere a loro alcune lettere, ponendo domande, confidando sentimenti e paure. Le risposte arrivano direttamente dai loro scritti e biografie, un modo per sentire come il passato non sia inutile e come lo spirito femminile creatore sia sempre in contatto con ognuna di noi, in grado anche da lontano di farci trovare la giusta direzione per uscire dallo smarrimento contemporaneo. Una luce in grado di parlare alle donne di oggi, consigliare e guidare, salvare da strade sbagliate. La prima lettera la invio a Jane Austen una giovane autrice che parla al cuore delle donne dall’800 a oggi.

Cara Jane,

Come stai?

Oggi qui sta piovendo, hanno diramato un altro allerta arancione, spero non ci siano danni come nelle ultime settimane. Purtroppo ormai dobbiamo abituarci a questi cambiamenti di clima. Comunque in generale il tempo “crepuscolare” non mi dispiace, mi aiuta a pensare, mi esorta a diverse riflessioni. Lo sai gli argomenti sui quali mi piace indugiare ?! Il femminile, meglio lo spirito femminile è certamente il mio tema preferito, non solo come studio ma anche nella vita personale. Come ben sai, non sono accompagnata da un po’ di tempo, spesso noto che la gente considera la mia situazione come un difetto, una mancanza. Tu puoi capirmi perchè siamo quasi coetanee e nella stessa condizione quarantenni e single. 🙂 Sinceramente non sento mi manchi niente, eppure vedo che questa sensazione di mancanza la vivono tante donne come noi, ne fanno quasi una malattia e poi finiscono in relazioni sbagliate. Io anche ho avuto come te incontri poco felici, ma so che noi condividiamo il fatto di non esserci chiuse all’amore, ma di averlo indirizzato ad altro realizzando pienamente noi stesse. Questo pieno non può farci desiderare altro se non ciò che ci rende felice,e non cercare in modo spasmodico qualcuno che riempia un vuoto. Jane, come possiamo dire alle altre donne, anche alle ragazze giovani questo concetto? Meglio, come possiamo aiutarle a prendere contatto e risvegliare il femminile per sentire veramente la pienezza?

Carissima, ho appena ricevuto la tua lettera.

Ti ringrazio per il contenuto che non potrebbe essere più gradevole, rispondo con piacere alle tue domande che non potrebbero essere più vicine a me di quanto lo sia io stessa. Ho ormai raggiunto la perfezione nella vera arte epistolare, che, come ci dicono sempre, consiste nell’esprimere sulla carta esattamente quello che si direbbe alla stessa persona a parole: riuscirò a chiaccherare con te alla mia solita velocità. Vogliamo parlare della scarsa considerazione sociale che godono le donne non accasate? Del fatto che Miss Austen deve avere carenza di pretendenti o essere bruttina? Perciò avrei dovuto forse accettare la proposta del reverendo Samuel Blackall per fare tacere il chiacchericcio? Condannarmi a una vita conveniente ma priva di sentimento? Preferisco di gran lunga fare l’ “illetterata”: la mia passione è scrivere. Potrei dedicarmi al mio unico Amore ( la scrittura) se avessi da svolgere tutte quelle banali attività domestiche? Eppure la vera scelta è tra un matrimonio banale e una vita passionale, vissuta pienamente come hai ben descritto. Forse se il mio primo amore Tom Lefroy …..ma non saprei continuare, perchè poi dovrei pensare anche a chi ho incontrato dopo: all’uomo che troppo presto ha lasciato questo mondo, prima che riuscissi a dirgli ciò che provavo. La divina provvidenza ha voluto illuminare la mia strada. Non si pensi che abbia una vita da reclusa, china sui miei scritti. Questa settimana ci sono stati venti balli e io li ho danzati tutti, senza stancarmi affatto. Immagino potrei ballare una settimana di fila con lo stesso sforzo con cui ballo mezz’ora. Tengo anche al mio aspetto, infatti ieri al ballo il mio copricapo nero è stato ammirato da tutti. Non posso dire neanche di non aver provato lo struggimento amoroso, penso ancora alle lacrime versate l’ultima volta che ho flirtato con Tom Lefroy.Non per questo devo accontentarmi di qualcosa di finto o banale, se devo immaginare lo farò scrivendo, ma se devo vivere lo farò vivendo. La gioia nel stare con i miei nipoti, l’affeto della famiglia, lo scrivere, tutto mi riempie e mi soddisfa. Ringrazio ogni giorno il buon Dio per i suoi doni. Immagino le donne , la loro tristezza e malinconia, le incombenze alle quali sono spesso chiamate, irrequiete nella loro infelicità. Ora devono considerare l’amicizia, la famiglia, le loro passioni, la fiducia, i beni più preziosi fonte di conforto. Questo darà loro coraggio. Non accontentarsi del banale. Ho rifutato tutti i miei ammiratori lasciando alle altre i loro benefici futuri dato che non mi importa di loro un fico secco! Ho scelto una vita piena da riempire con le mie passioni, aperta all’amore verso tutti i miei cari. Fidanzarsi, sposarsi sono doni di gioia, ma se non vi è l’uomo in grado di rapire il cuore come MR Darcy ….meglio proseguire per la nostra strada.

Spero di aver dato loro conforto,

Con i più cari e affettuosi saluti

la vostra J. Austen

Pensando a Jane

La lettera di Jane racchiude frasi originali prese dalle sue lettere e qualche libera interpretazione per collegarle tra loro. Il messaggio da evidenziare è il rifiuto di una vita banale, se l’incontro con l’altro non ci dona gioia ma seve a riempire un vuoto allora la nostra risposta dovrebbe essere un NO. Un No a vivere banalmente. Dobbiamo essere un pieno da svuotare e non un vuoto da riempire. Il nostro spirito femminile è per essenza creativo, di questo dobbiamo esserne consapevoli e sazie, il rischio in agguato è di creare sull’altro l’immaginario. Impariamo a distinguere la nostra capacità creativa da chi realmente ci sta di fronte. Infatti tendiamo a costruire il nostro personale romanzo d’amore sull’altra persona, ma non vediamo chi ci sta realmente di fronte. Un evento che tante come me hanno sperimentato sulla loro pelle, rapporti che portano alla distruzione del cuore e a volte purtoppo anche della nostra intera vita. Bisogna educare le ragazze, le figlie, noi stesse, a pensare in modo diverso e soprattutto a essere consapevoli del nostro potere creativo per poterlo gestire. Jane ci insegna come lei stessa nell’800, dove il matrimonio sembrava l’unica strada da percorrere per una ragazza dell’epoca, ha ignorato i rumori della società, le voci dei poteri dominanti. I fantasmi interiori, come dico nel mio libro. Allora pensiamo di possedere questo potere e di riuscirlo a controllare.Jane attraverso la scrittura ha direzionato la sua forza creatrice e per questo è sfuggita all’inganno dei poteri vivendo la vita che lei stessa ha scelto e non quella che i poteri dominanti volevano imporre.

Bibliografia

Jane Austen, Lettere, Theoria ediz. 2018

O. Fenga Tutta colpa delle mamme-manuale di autodifesa per donne, ed. YCP 2018

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