Catastrofe e Catastrofi

L’attuale pandemia ha rivelato il vero volto dell’umanità, ovvero un’umanità smarrita incapace di guardare oltre la punta del proprio naso. Abbiamo visto la medicina confusa, disorientata, di fronte ad un evento inatteso: quale terapia? Quali esami? Come gestrire?Abbiamo visto la scienza tremare davanti ad un nemico invisibile: Cosa è? Cosa farà in futuro? Come contrastarlo? Abbiamo visto i politici insicuri, timorosi, stravolti da qualcosa di più grande di loro. Abbiamo visto la gente arroccarsi dietro un “andrà tutto bene” e un ” torneremo come prima”. Ovvero una catastrofe, che qui uso nel suo originario significato, dal greco Kata-strophe ( katà =capovolgere, strepho = verbo volgere, io volgo) capovolgimento, stravolgimento.

Il cambiamento

Nessuno o pochi hanno colto la situazione per dire: forse dobbiamo cambiare! Alcuni hanno preferito negare: la negazione è un elemento che ogni psicologo conosce nelle crisi personali e anche comunitarie, non ci si vuole rendere conto di un cambiamento nella propia vita e si preferisce negare piuttosto che confrontarsi con una nuova realtà, il desiderio di continuare come prima di non staccarsi da quelle certezze conquistate è troppo forte. Non importa se tu sia un premio nobel per la fisica o un semplice uomo, perchè la tua mente seguirà il meccanismo di difesa scelto. Lo abbiamo già visto nell’olocausto degli ebrei, nel razzismo, nel problema ambientale. Posizioni negazioniste nella storia sono stata abbracciate da scienziati, storici, letterati e politici. Alcuni hanno voluto a tutti i costi la normalità: al motto che finisce tutto in “tarallucci e vino” si sono dati alla movida sfrenata, hanno affollato spiaggie, mercati, centri estetici. Il consumo dei beni per saziare quel senso di vuoto. Un altro meccanismo di difesa che tende a compensare con elementi esterni ciò che manca alla nostra anima. Alcuni si sono ributtati subito nella routine del lavoro: l’Homo Faber, pronto a produrre per gli altri e per se stesso, perchè se manca il lavoro va tutto a rotoli. L’economia è il motore della società. Altri una minima parte, dei folli probabilmente, dei visionari, emarginati dall’assetto culturale della società si sono chiesti : CHI è l’uomo? Tutto questo che succede ha un significato per me, per l’umanità, per il mondo? Posso cogliere un messaggio anche attraverso il dolore, la perdita, lo smarrimento? Alcune riflessioni sono giunte a queste anime scartate, hanno colto la necessità di un cambiamento profondo nel vivere ” Non sarà tutto come prima”. Io appartengo a questo gruppo, sicuramente sono sempre stata visionaria nel mio modo di prendere decisioni. Ho sempre messo al primo posto i miei affetti e all’ultimo il denaro. Una cosa da folli! Infatti mia Zia mi diceva sempre ” Sono preoccupata per te, perchè non ti curi minimamente dei soldi”. Aveva ragione, eppure non mi è mancato mai niente. Ho sempre pensato che altri lavori si trovano ma le persone no, le persone sono uniche e vanno tutelate. Ero, e sono, una mamma single con un bambino. Eppure ho rinunciato a molti lavori che mi avrebbero impedito di passare tempo con mio figlio, lui è sempre venuto prima di tutto. L’amore viene prima di tutto. Che vita sarebbe una vita spesa dalla mattina alla sera a lavorare senza godersi i propri affetti, senza poter veder crescere tuo figlio. In fin dei conti tutto passa solo l’amore resta. In tutto questa catastrofe delle espressioni umane ho trovato una illuminante riflessione del fisico Guido Tonelli, lo scienziato che ha partecipato alla scoperta del bosone di Higgs presso il CERN di Ginevra. Voglio riportarne uno stralcio, potete trovarla completa nel link alla fine.

Occorrerà insomma prendere atto che, dopo Covid-19, il mondo non sarà mai più quello di prima. La crisi economica in cui siamo entrati sarà gravissima, cambierà in profondità l’economia e l’intero modo di produzione e sconquasserà, fino alle radici, i sistemi politici. Nonostante le parole di rassicurazione ciascuno di noi sente, dentro di sé, che è un intero mondo che vacilla e ci aspetta un lungo periodo di incertezza e di sofferenza. Ma soprattutto nulla sarà più come prima perché noi non siamo più gli stessi. Siamo cambiati, tutti e in profondità. È cambiata radicalmente la nostra concezione del mondo. Siamo tornati a una visione tragica dell’esistenza. E aggiungo, anche se, mentre lo dico qualcosa stride dentro di me, perché il prezzo pagato è enorme: forse è un bene che questo sia successo.”

“Molti oggi invocano il ritorno alla situazione precedente la pandemia. Ma siamo proprio sicuri di voler tornare al mondo che oggi cosi caldamente rimpiangiamo? Come denunciava Marco Lodoli in un articolo memorabile di molto tempo fa «Abbiamo accettato che le televisioni venissero invase da gente che imbarcava applausi senza essere capace a fare nulla; abbiamo accolto con entusiasmo ogni sbraitante analfabeta, ogni ridicolo chiacchierone». Sono nati da questo ambiente i Boris Johnson, i Donald Trump i Mark Rutte. Perché meravigliarci di vivere, come dice Re Lear, «Un’epoca tremenda nella quale gli idioti governano un popolo di ciechi»?”

Abbiamo cresciuto una larga parte dei nostri ragazzi nell’illusione che il benessere fosse un diritto universale e che comunque ci dovesse essere qualcuno, famiglia o stato, a garantirlo. Abbiamo sparso a piene mani l’idea che la vita fosse un film di Walt Disney o un Luna Park. Che toccava sempre ad altri precipitare nel baratro, non a noi, esseri onnipotenti resi quasi immortali dagli ultimi ritrovati della tecnica. Salvo scoprire che quel mondo, dorato in superficie e nel quale tutto sembrava possibile, nascondeva ingiustizie immani, produceva in tutti i paesi la devastazione della sanità pubblica e lasciava senza protezione e senza un futuro le fasce più deboli della popolazione. Perché adesso si possono stanziare migliaia di miliardi a sostegno di famiglie e di imprese mentre fino a pochi mesi fa questo era considerato una bestemmia? Perché ora tutti applaudono medici e scienziati mentre il taglio delle spese sanitarie e degli investimenti in ricerca era un mantra recitato da tutti i governi del mondo? E si potrebbe continuare a lungo.”

Articolo completo al link : corriere della sera Guido Tonelli

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